al gran Prix d'inverno con la 500 del 68

19 Mar 2007

al  gran Prix d\'inverno con la 500 del 68 Anche questa è fatta!!!

per essere pronti eravamo pronti, ma, mettere tutto dentro la Fiat 500 del 68 ed imbarcarsi per andare a fare la trasferta " in continente " , ebbene un pò di ottimismo bisogna comunque averlo...
Stivato l'abitacolo con la bici smontata e tutto il resto io e mia moglie Efisia partiamo verso il porto di Cagliari : obiettivo entrare nella pancia del grosso traghetto della Tirrenia in rotta per Civitavecchia.
Gia nel parcheggio in attesa dell'imbarco sul molo i commenti dei presenti all'indirizzo del nostro puntino verde si sentono e sono palesi...
C'è tutta una comitiva di giocatori di rugby che inganna l'attesa simulando placcaggi e mosse tattiche e tecniche di gioco che , anche se "solo "per prova, fanno capire le botte da orbi che si daranno l'indomani sui prati di gioco.Galoppare con la palla stretta addosso inseguiti da un nugolo di energumeni ben allenati che hanno in mente una sola cosa : stenderti e strappartela di dosso deve essere una bella emozione.... Chissa poi cosa si prova quando ti schiacciano in dieci contemporaneamente come si vede in certe mischie..
Eppure non si lamenta mai nessuno..
Mentre si aspetta mi si avvicina un signore dall'aria distinta e l'accento meridionale ben avanti negli anni. Si presenta dicendo che , essendo stato un rappresentante ha girato l'Italia in lungo e in largo specie da giovane, ed allora anche lui aveva avuto una 500 che , causa il suo lavoro era costretto a tenere sempre a tutto gas per centinaia di km al giorno. Ah bei tempi svelava con un pizzico di nostalgia ( quella dei vecchi per i bei tempi andati ). "Allora i miei paesani con la 500 partivano in 5 dalla Calabria fino in Germania a lavorare con tutte le valigie messe nel portapacchi sopra , compresi i barattoli di conserva , i sottaceti e il peperoncino sott'olio : questo, per non rovinarsi andava messo nella parte posteriore del capiente bagaliaio. Con spago e corde il tutto rimaneva ben ancorato."
"però i cerchi non sono i suoi, " rifletteva con tono critico, la 500 L aveva quelli con le pattanine con il bullone al centro....
Si , lo so se li trovo li cambio...
Tutto intorno si creava un pubblico attento alle discussioni tecniche sul tema ...
A fianco è parcheggiato un fiammante fuoristrada tutto cromato con verniciature metallizzate fullopzional. Il proprietario si vede che stà pensando che il suo costosissimo giocattolo da decine e decine di migliaia di euro non viene degnato di uno sguardo da nessuno...( la cosa gli scoccia.... ).
Imbarcati con i complimenti dei marinai della Tirrenia , causa il mare grosso arriveremo a Civitavecchia con alcune ore di ritardo.
Poco male, uno sguardo alla carta stradale ci fa capire che la settantina di km. di li al lago di Bracciano sia roba di un oretta o giù di li. Avrò quindi tutto il tempo di fare una ricognizione del percorso già nella mattinata di sabato.
I km. erano una settantina ma altro che un oretta per arrivare a destinazione...
All'uscita del primo paese attravesato ecco l'inconfondibile sagoma di un posto di blocco dei C.C.
Siamo ancora ad alcune centinaia di metri ma il militare è già piantato in mezzo alla carreggiata con la paletta che batte impaziente sul palmo della mano e ci fa un eloquente segno di accostare già da 50 metri, manco andassimo a 100 all'ora...
L'appuntato che ci ferma distoglie subito la giovane recluta che lo accompagna dalle faccende a cui era impegnato dentro la volante. " vedi una 500 con la targa ancora originale... "posso avere il libretto di circolazione ?.."
"quarda che roba.. hai visto come erano prima? ecco perchè si chiamavano libretti,erano compilati tutti a mano e avevano una ventina di pagine.. " Il carabiniere giovane ha la faccia stupita, si vede che di libretti così non ne aveva mai visti..
Poi si passa all'assicurazione. "mi dica quanto le costa, davvero si possono assicurare questi gioielli con solo 100 euro all'anno ? " veramente a me, costa molto meno ,rispondo, intorno ai 50 euro credo, dovrei fare i calcoli perchè,( e gli faccio vedere il contratto d'assicurazione )con 196 euro ho sotto assicurazione oltre che la 500 anche il maggiolino, un land rover a 9 posti e due motociclette.
L'ammirato stupore dell'appuntato cresce a dismisura e si ferma ad osservare tutti i più piccoli particolari del mezzo. " Da noi ormai non se ne vedono più da un pezzo... ".
A cagliari ne girano più che le Smart, ficco io, sono più piccole e si puo andare in quattro..
Ah che bello sospira lui, poi però qualche critica da fare la trova : i cerchi però non mi sembrano quelli originali, mi pare di ricordare che... " si lo so avevano le pattanine cromate con il dado dal centro, se li trovo li monto su.."
Dopo quasi una mezzoretta possiamo finalmente ripartire.
Il guaio è che la stessa scena si ripeterà con Stradale , Guardia di Finanza e all'entrata ( finalmente) di Bracciano anche con due vigili urbani impegnati a dirigere il traffico prefestivo.
Saremo a destinazione a ora di pranzo inoltrato...
Nella zona del lago , e a Trevignano Romano in particolare tira un vento gelato. Osservo dei surfisti che planano sulle loro tavole conciati come palombari :sono troppo abituato bene, penso io, per me il windsurf è quello che si fa planando le onde in Sundek (bermuda) e a piedi nudi...
Nel pomeriggio finalmente posso andare a farmi una ricognizione del campo di gara.
Questo stà ad alcuni km. dal paese e si snoda in una bella zona ricca di vegetazione, costitituita da boschi di faggio e di castagno.
Schematizzando il percorso si basa su di un anello di circa sette km. da ripetere quattro volte. Al via ti trovi subito una lunga salita sterrata di circa tre km. Una lasagna liscia e regolare dove se hai un buon peso potenza vai via a stecca. Poi inizia tutta una serie di sentieri e mulattiere ora a scendere, ora in contropendenza o a salire che ti impegnano nella guida e che ti riportano a fondovalle, nella zona di arrivo.In questi tratti occorre stare attenti. Una caduta o una foratuta, o peggio un guasto meccanico poissono sempre essere in agguato. Specie nei concitati giri iniziali.
Tornando in albergo comincio a fare alcuni calcoli. La partenza della gara master è prevista per le 13,30.
Un giro ci metterò più o meno una ventina di minuti a farlo per cui tempo un ora e mezza e la gara sarà terminata. C'è tutto il tempo per essere al porto di Civitavecchia per l'imbarco sulla nave per Cagliari che salperà alle 18,30....
E siamo finalmente alla domenica.
Di mattina è il turno delle gare elite maschili e femminili, con relativi junior ed under 23. Il cielo è coperto di nubi e tira il solito vento che ti gela le ossa. Questo però in realtà è fastidioso solo nella spianata adiacente la zona degli arrivi. Poi, una volta dentro il percorso si rimane sempre riparati e bastano poche pedalate per entrare "in temperatura ".
La cosa di cui mi rendo conto è che , tempi alla mano non è che si giri fortissimo, anche gli elite più quotati sembrano in realtà lontani dalla loro condizione ideale.
Con gli inevitabili contrattempi comuni quando si organizzano dei grandi eventi pian piano il programma delle partenze ha cominciato a slittare e, quando siamo arrivati all'una e trenta, orario previsto per la nostra partenza master, era ormai chiaro a tutti che di li allo start ce ne sarebbe passato di tempo.
Comincio a preoccuparmi con il motivato sospetto che finisca per perdermi l'imbarco per Cagliari. Gli iscritti nelle varie categorie sono una marea e di li a metterli tutti in ordine nelle varie griglie con tanto di appello chissà quanto tempo ancora ci vorrà.
Finalmente si comincia a far ordine e in qualche modo cominciamo a disporci, in attesa della chiamata nelle aree delle rispettive categorie. Abbiamo tutto il tempo di fare quattro chiacchere informali fra noi concorrenti. Per ingannare l'attesa si raccontano le cose più banali. Quello che è certo però è che , ce ne fosse uno che dichiara di essere allenato e motivato : Chi dice di essere li per caso, chi per accompagnare il figlio junior e dato che c'era tanto vale che si portasse anche lui la bici, nessuno dichiara più di un paio d'ore al massimo di allenamento al mese.
Io sono un pò perplesso mentre osservo le prime griglie, quelli degli sport man e poi via via master uno , due , etc che partono all'arrembaggio della prima salita.
Quando tocca a me tutti i miei occasionali interlocutori partono via come dragster in accelerazione e il risultato è che quando inizia la prima salita mi trovo davanti anche buona parte dei master partiti alle mie spalle.
Senza scompormi troppo e con motivata prudenza per non rischiare di rimaner coinvolto in incidenti facili a verificarsi nelle prime concitate fasi inizio ad andar su con il mio passo e in breve comincerò a superare corridori in quantità industriale.
Alla fine dei tre km. della prima salita ne passerò un buon centinaio. Quindi tutti a cuccia nei sentieri stretti e sinuosi che portano a valle e poi via di nuovo a tutta nella salita del secondo giro. Di nuovo si ripete il copione dell'inizio : un altro centinaio di concorrenti superati in poco più dei famosi tre km di salita. In discesa non voglio rischiare di forzare troppo. Al primo giro uno dei tanti che ho superato facilmente in salita per chissà quale motivo ha voluto superarmi a tutti i costi in una brutta discesa . Gli è andata bene ma poi è finita come era logico e cioè si è poi aggangiato con un altro nel successivo tentativo di sorpasso e sono volati ertambi giù in una forra sottostante, coinvolgendo nella caduta anche un terzo biker, colpevole di essere in quel momento nel posto sbagliato...
Mentre risalgo per il terzo giro nella solita lunga salita sorpassando il consueto centinaio di concorrenti dò uno sguardo all'orologio e comincia a materializzarsi la possibilità che, se mi sbrigo, intorno alle quattro potrei terminare la gara.
Se, per il motivato bisogno di dover andar via subito mi premiano senza aspettare il secondo, o peggio il terzo , forse riesco a non perdere il traghetto.
Con questo obbiettivo da raggiungere velocizzo anche in discesa e nell'ultima quarta salita faccio toccare alla bici le mie maggiori punte velocistiche della giornata .
Uscito indenne anche dall'ultima insidiosa discesa mi lancio ventre a terra sul traguardo finale .In cuor mio sento che di riavere la situazione in pugno. Senza nemmeno scendere dalla bici mi avvicino al responsabile dell'organizzazione che stà all'arrivo e in breve gli spiego il mio problema di non voler perdere l'imbarco per l'isola, quindi se era possibile che mi dessero la maglia senza attendere le premiazioni di tutte le categorie presenti.
Il tizio è più che daccordo ad accontentarmi però, onde evitare gaffes o confusioni chiede di andare dai giudici di garaper avere una loro conferma almeno sul podio in questione.
Fiduciosi andiamo nella sala ove quattro o cinque giudici sono chini su una montagna di fogli ed appunti nella allucinante impresa di togliere da questi classifiche ed ordini di arrivo delle varie categorie.
Velocemente gli viene comunicata la richiesta di dare uno sguardo alla mia posizione finale e li cominciano a vedersene delle belle.
La prima risposta che mi viene data mi fa accapponare la pelle : " che numero è lei ? " controlli il numero 464... "
"mi dispiace , attacca uno dei giudici , ma qui c'è una palese incongruenza..."
Vedete... il 464 è quattrocentoventesimo al primo passaggio mentre all'ultimo è intorno all 20 posizione assoluta... come è possibile ?
Innocentemente cerco di spiegare subito la cosa :
"si, confermo, è che in ogni salita ne superavo un centinaio, quindi dopo quattro salite il conto torna... "
" ma la smetta di dire fesserie...", sbottona scocciato uno.
"Superare cento corridori a salita ... è che è Mandrake... "
" E' più facile che fosse li perchè ha saltato un giro... ci faccia lavorare per favore..." E mi indica la porta della stanza.
Improvvisamente mi si insinua l'atroce sospetto che qui va a finire che oltre al traghetto ci perdo pure la maglia...
Non mi resta che attendere gli eventi...
Solo alla fine e dopo lunghi controlli la mia posizione viene confermata e finalmente mi assegnano la maglia.
Quando con la 500 verde siamo fuori da Trevignano Romano sono le cinque ed un quarto ed è palese che non potremo mai, specie con tutto il traffico domenicale che c'è in giro, arrivare per tempo al porto di Civitavecchia.
Però accade una cosa che riaccende la speranza.
Il vento gelido che ci tormenta tirando da nord da almeno due giorni ora per la piccola 500 si sta rivelando un formidabile alleato.
Sotto la sua poderosa spinta il nostro puntino verde finisce per raggiundere velocità impensabili... Prima 100 km. all'ora, poi addirittura si stabilizza sui 110. Io ed Efisia stiamo zitti mentre vediamo sfrecciarci il paesaggio intorno. Un grosso fuoristrada nipponico che ci precede facendoci calare la media oraria viene sorpassato di brutto sotto lo sguardo esterrefatto di chi ci è dentro. Uno sguardo ogni 10 minuti a orologio e km. residui ci fa capire che forse ce la facciamo...
Entriamo a manetta finalmente dentro Civitavecchia, sono le sei e trenta ormai ma, chissà qualche minuto di ritardo della nave ed è fatta. Come se con la bici brucio due o tre semafori rossi e finalmente mi infilo nella darsena della Tirrenia. La nave è ancora li, in tutta la sua imponenza , mi sembra enorme e bellissima..Ma, arrivati nella rampa di imbarco ecco l'atroce beffa finale, : questa si sta sollevando ormai... Sono solo pochi cm. .., se fossi in motocicletta ci salterei sopra, ma con la 500 proprio non si può... I marinai addetti alle manovre sono inflessibili : ormai sono state avviate tutte le procedure di manovra di sganciamento dal molo,..
" foste arrivati solo tre minuti prima..." mi dice laconico uno di loro.
Non mi resta che ripiegare sull'altro ultimo traghetto, quello che fa rotta per Olbia intorno alle 23. Il pensiero di dovermi fare altri trecento km con la 500 l'indomani ( tanti sono da Olbia a Sinnai )mi sembra alla fine il male minore. Ormai senza più fretta ( per la prima volta nelle ultime 5 ore ) mi avvio al terminal Tirrenia per farmi cambiare il biglietto...

EPILOGO.
Finalmente gli eventi assumono i caratteri della normalità. Partenza , traversata e sbarco avvengono puntuali e senza intoppi.
Alle sette del mattino le ruote della 500 toccano il suolo sardo ed inizia così la discesa verso il sud dell'isola. Stavolta non vi è necessità di tirare il collo al motore come è accaduto il giorno prima e alla velocità di ottanta km.ora mi godo il panorama che , anche se ormai lo conosco bene, è sempre bello a vedersi.
Una fermata per un caffè a mezza strada è d'obbligo alla stazione di Abbasanta. Parcheggio di fronte al bar e a fianco c'è un Land Rover dei Carabinieri.Sono di pattuglia e osservano il movimento della zona.
Quando esco dal bar uno dei militari mi si fa incontro e, indicandomi la 500 mi fa :
"proprio ben tenuta la macchina, complimenti..però una cosa gliela devo dire : i cerchi non sono i suoi , questo modello montava quelli con...."


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DoctorVictor