tiro long range ex ordinanza

22 Mag 2009

tiro long range ex ordinanza

Tiro long range ex ordinanza




Gara di tiro long range con ex ordinanza del 10 maggio 2009.

Dopo un accesa e combattuta serie di gare ai 100 e ai trecento metri con il mio fidato Carl Gustav sono riuscito a venirne a capo in tutte e tre le categorie riservate alle mire metalliche.
Ai 100 metri inizio di buona lena facendo immediatamente un rispettabile 141/150, insomma eguaglio il record che mi appartiene e per tutta la mattinata nessuno riesce a far meglio. Ai trecento le cose invece non mi vanno troppo bene. Il bersaglio a quella distanza non ti permette di valutare dove finiscano i colpi del mauser svedese : troppo piccolo il foro da 6,5 per essere visualizzato con i cannochiali.Barbara Bina con il suo Mauser "persiano" riesce a far meglio , il calibro 8 mauser daltronde lascia ben chiaro, anche a quella distanza il foro d'entrata del proiettile.
Ma è dopo pranzo, con la econda sessione di tiro che inizia la girandola d'avvenimenti. Spara Francesco La Gaetana e anche lui ai cento metri raggiunge i 141 punti. Ma fa solo 2 mousche sul 10, contro i 3 miei,e questa piccola differenza sarà discriminante per la classifica.
Io intanto, vedendo la rosata ottenuta ai trecento metri al mattino sparando "al buio", cioè senza vedere dove andassero i colpi, regolo diversamente la tacca di mira e riprovo. Stavolta il bersaglio riportato giù dalla montagna da un punteggio ben più consistente : 118 punti.Basteranno per vincere ai trecento metri.
Intanto alle mie spalle sento un insolito trambusto e in diversi richiamano la mia attenzione con battutine di spirito e velati sfottò: pare che Il buon Fausto Mura ai cento metri sia passato in testa facendo addirittura un 142.
Era uno scherzo che avevano archittettato in massa per vedere cosa dicevo( Fausto in realtà era arrivato a 140), però probabilmente avevano mal calcolato la mia reazione.
Frugo nel fondo dello zaino e tiro fuori tre caricatori per il mio mauser svedese.
Mi iscrivo nuovamente ai cento metri e faccio una nuova gara, come il regolamento consente.
Tiro con calma i 16 colpi, di cui potro' scartarne uno, il peggiore .
Alla fine con la rosata concentrata sul 10 con qualche nove ed un otto il risultato sarà 144/150: nuovo record regionale!
....Adesso arrampicatevi fin lassù!!!


CLUB degli "OVER 140" ai cento metri ex ordinanza in Sardegna

1)Serra Vittorio 144 (Carl Gustav m.96)
2)La Gaetana Francesco 141 (Carl Gustav m. 96)
3)Corona Cristiano 140 ( Smidt Rubin K.31)
3)Mura Fausto 140 (Carl Gustav m.96)

Gara di tiro long range
primo marzo 2009.

Finalmente , dopo alcuni mesi di lavoro può essere considerato ‘operativo’ il nuovo poligono di tiro allestito presso il complesso turistico Sant’Angelo.
Mica una cosetta da nulla : oltre mille ettari di Sardegna selvaggia con un accogliente albergo all’interno.
Porta di entrata e di partenza per itinerari turistici da godere a piedi a cavallo in mountain bike. E se proprio la voglia di un tuffo nel mare è irrefrenabile, non c’è che andare verso costa rei, a pochi minuti d’auto.
Si va bene, a noi il mare piace, ma , cosa ci attira maggiormente in questo luogo ?
A pochi km. Iniziano le affascinanti vecchie stradine del tempo delle miniere, un vero paradiso per gli amanti del trekking e dell’avventura.
Meraviglioso.
E però,una volta entrati dentro la vallata che continua a perdita d’occhio dentro l’azienda cosa cattura in modo irrefrenabile la nostra attenzione ?
Quei tabelloni chiari in lontananza, con un impercettibile per l’occhio puntino nero, ci attirano senza pari.
Eccoli signori, meravigliosi bersagli posti a trecento metri aspettano solo d’essere colpiti.
Da chi ne è capace s’intende, e non è detto che siano in molti ad esserlo.
Anche se, dalle chiacchiere ci assicurano che in giro c'è gente capace di snocciolare un oliva con un colpo di fucile a quella distanza.
E' infatti cosa risaputa che ogni paese della Sardegna appia il suo nutrito stuolo di colpitori di olive alla lunga distanza. Sono tutti cacciatori che al cinghiale sparano scaraventandogli sciami di pallettoni nella speranza di colpirli o almeno storpiarli ma, decantandosi grandi tiratori giurano di saper colpire al volo un oliva con una cartuccia caricata a palla . Poi a seconda del paese ci sono delle varianti sul tema : chi la colpisce mettendola appoggiata sul tetto dell'auto,chi su di una bottiglia che rimane sempre naturalmente integra mentre la povera oliva vola via centrata dalla fucilata tirata da cinquanta metri etc,, etc,,.. Mah !!...
Per saperne di più non c’è che un modo : fare una bella gara di tiro ai trecento metri,
invitare tutti coloro che credono di poter essere in grado di competere e, visto che questa è la prima volta che si fa una cosa del genere, approffitarne per inaugurare il campo di tiro.
Questa struttura sportiva è di pertinenza della associazione sportiva Sardinia Outdoors ed è riservata ai soli soci regolarmente iscritti.
Per partecipare ad una gara nel suo poligono comunque esiste per i tiratori di altre associazioni od occasionali la possibilità di iscriversi come soci giornalieri, ottemperando così alle necessarie disposizioni in fatto di assicurazione e regolamentazioni in materia.
La gara, sotto la super visione di Cristiano Corona, presidente del Sardinia shooting club società organizzatrice, si decide di svolgerla organizzando una sessione di tiro ai trecento metri, sia con fucili muniti di ottiche, sia per quelli che molto sportivamente ingaggiano questa distanza utilizzando le semplici mire metalliche.
Sempre solo con le tradizionali mire metalliche si poteva sparare anche ai più 'semplici' 100 metri.
Nonostante siano pervenute da più parti dell'entroterra richieste di poter organizzare anche una gara di tiro al volo a palla dell'oliva, l'organizzatore Cristiano Corona ha deciso di non inserire queta specialità in quanto, non soltanto non è olimpica, ma non risulta essere codificata neppure dai regolamenti nazionali, ai quali invece si attengono le gare messe a programma.
Inutile dire che questo ha portato a diversi mugugni e lamentele, oltre che a venir mancare fior fiore di eccelsi tiratori di paesi limitrofi....
Comunque sia, il mattino di domenica 1 marzo si preannuncia bene, con la giornata che volge al bello dopo i temuti acquazzoni notturni ed i primi tiratori che cominciano ad arrivare alla spicciolata.
Alla fine verranno quasi tutti i più conosciuti tiratori di Ex ordinanza, cioè quegli appassionati che si cimentano al tiro con le belle armi ex militari, ormai cimeli storici da preservare e conservare per rispetto della storia e dei fatti cui furono testimoni.
Ma che catorci comunque non sono, e che per sparare sparano ancora, e pure bene.
Molti i semplici appassionati alla prima esperienza di tiro e nutrita anche la presenza femminile, con Barbara Bina in testa. L'ormai esperta tiratrice, che spesso ha dato del filo da torcere in gara a tanti bravi colleghi non ci ha pensato due volte ad andare a iscriversi per tirare sul bersaglio posto a trecento metri. E Mica con un moderno fucile con ottica. Si è presentata con un Mauser persiano il cui calibro 8x57 non è precisamente quello che viene definito 'soft'. Adatto alle signore...
Presenze molto conosciute nell'ambiente del tiro anche Paolo Latini, con il suoMosin Nagant, Massimo La Rosa equipaggiato di uno splendido Enfield N. 4, Salvatore Garau sempre con un Enfield e tanti altri, fra cui anche Francesco La Gaetana, equipaggiato anche lui con uno dei suoi preziosi fucili che sono così belli che pare quasi un peccato spararci. Per l'occasione ha tirato fuori un immacolato Carl Gustavs, ma sospettiamo che nel cofano della sua macchina ci tant'altro....
Francesco è terribile in quanto, da buon avvocato è lauto dispensatore di critiche e cavilli , però è un ottimo tiratore e quando è presente bisogna impegnarsi a sparare dritto sul bersaglio, perchè lui lo farà senzaltro.
Molti come detto i novelli tiratori di cui Walter Asuni è per esempio il prototipo perfetto. Pieno d'entusiasmo arriva curvato dal peso delle cartuccie al seguito...
Sparerà senza interruzioni dalla mattina alla sera, una gara dopo l'altra, Sospetto che la canna del suo povero Howa in 6,5x55 abbia un po' cambiato i connotati dopo questa esperienza...
Daniele Scala si è preparato per bene le munizioni per il suo Mosin Nagant 91/30.
Palle Lapua D166 da 200 grani e carica ben sperimentata il giorno prima.
Sfortunatamente per lui sarà anche direttore di gara, addetto ad andare a prelevare i bersagli posti a trecento metri. Trecento metri in linea d'aria, ma molti di più quelli necessari da farsi arrampicandosi su per uno scosceso sentiero.
Alla fine andando e tornando farà più di quindici km di montagna. E quando alla sera anche lui si metterà a gareggiare non potremmo definirlo nelle migliori condizioni.
Comunque, alle dieci del mattino i primi cinque tiratori sono pronti per la sessione d'avvio, ed io sono tra questi.
Devo partecipare alla gara sia dei cento che dei trecento metri,a cui tengo particolarmente, per cui decido di iniziare con i cento, giusto per scaldarmi e trovare poi la giusta concentrazione.
Metto sul banco le 16 cartuccie da destinarsi alla gara. Dei sedici colpi, uno poi, il peggiore potrà essere scartato. Farà punteggio la somma dei 15 migliori. Ad andar sempre sul 10 si potrà totalizzare quindi un punteggio massimo di 150. Ma il 10 è una cosa del diametro di una moneta e prenderlo con tutti i colpi a 100 metri, con fucile a mire metalliche costruito oltre un secolo fa è un atto di fede.
Appoggio la canna del il mio Carl Gustavs mod. 96 (1896) su di un sacchetto e comincio ad inquadrare il bersaglio. Scopro subito che la luce è pessima .Infatti il cielo è velato da nubi basse e quel minuscolo puntino nero che sta a cento metri mi appare come una cosa che tende da incollarsi sulla punta del mirino come volesse squagliarsi sopra.
Non riesco a intravederne il contorno, cosa indispensabile perchè qui bisogna sparare prendendo dei riferimenti. Per l'occhio infatti , a questa distanza il 10, 9,8, 7, 6. del bersaglio son aree del tutto indistinguibili e se vuoi far andare i colpi al centro devi prender come riferimento qualcosa di percettibile del bersaglio, come la fine della sua sagoma e tarare la tacca di mira di conseguenza. Non è che sia semplicissimo.
Il direttore di tiro da le ultime raccomandazioni : 16 colpi entro 15 minuti, pronti .. potete iniziare....
Cominciano a partire le prime fucilate.
Chi ha un arma semiautomatica come il Garand o il Kalaskinov spara e il bossolo esploso vola via automaticamente. Per chi ha un fucile ad otturatore girevole scorrevole, ogni nuova cartuccia deve essere camerata con movimento manuale.
Personalmente infilo un colpo alla volta. Ho preparato le cartucce per i cento metri utilizzando 37 grani di polvere Vitavuori N. 150 , che spinge una palla lapua scenar da 139 grani. La cartuccia, su bossolo lapua l'ho portata al limite massimo della sua lunghezza totale, ovvero 80 mm.
Tiro con calma ma mi rendo conto che visualizzo poco correttamente il bersaglio. Con il visore messo di lato vedo i colpi fatti: la rosata ottenuta è stretta, tutti e 16 vicinissimi, ma un po' troppo spostati di alcuni cm. in basso,faccio man bassa di 9 ed alla fine mi attesto su 134 punti. Buonino, ma ci vuole ben altro per vincere una gara.
Gli altri non è che abbiano sparato meglio, ma i migliori devono ancora provare.
Il 'record' in questa sessione l'ha fatto un neofita che ha svuotato il caricatore del Kalaskinov in un attimo sul bersaglio : risultato questo è rimasto immacolato. Ma la colpa è in realtà da imputarsi al direttore di tiro Cristiano Corona. E' stato lui infatti a dirgli di tirare sul 5( intendendo il bersaglio n.5).
Il novello tiratore lo ha preso in parola, ed ha letteralmente crivellato di colpi la targhetta riportante il n. 5 posta sotto il bersaglio in questione....
Nella successiva sessione di tiro mi appresto ad ingaggiare il bersaglio posto a trecento metri. Se ne sta li, nel fondo della vallata, visibile a malapena.
Per questa prova prendo le munizioni per il Carl Gustavs appositamente allestite.
Rispetto a quelle per i cento metri vi ho messo mezzo grano di polvere in più : 37,5 anziché 37.
Per il resto lascio l'alzo sempre alla tacca più bassa. Il Gustavo è stato infatti concepito ai tempi delle battaglie campali ed allora la distanza minima a cui si tirava erano appunto i trecento metri per poi salire fino a due km.
Purtroppo a questa distanza con il visore non è comunque possibile intravedere dove vanno a finire i proiettili.
Dovrò per cui far affidamento solo alla bontà della tacca di mira del mio fucile. Ed avere il polso fermo.
Partono le prime fucilate. La sensazioni stavolta sono molto diverse rispetto al tirare ai cento metri. Si sente il fruscio cupo, come di una scudisciata, ed è il proiettile che fende l'aria a 780 metri al secondo. Si sente poi l'impatto lontano sul tabellone. Questo dopo circa un secondo. Tanto ci mette il suono a coprire i trecento metri di distanza . La palla invece arriva a bersaglio dopo meno do mezzo secondo di volo.
Puoi mirare più o meno bene ma poi , gia a questa distanza devi mettere sul conto le leggi della balistica. Bontà dell'arma , munizioni ben preparate, vento etc..
Mentre sparo alla mia destra fa la stessa cosa un tiratore con un fucilone in 308 moderno con tanto di super ottica e freno di bocca. Ad ogni suo sparo questo ordigno montato sulla volata della sua arma mi manda in faccia una ventata di gas di sparo.
A mio fianco, ma dalla parte opposta Barbara Bina invece tira con il suo Mauser ed anche li son legnate, specie per la sua spalla. Le pesanti palle da 323 come lasciano la canna del fucile danno un bel contraccolpo. Ad ogni sparo Barbara prede una bella scossa. Tiene comunque bene e ben stretta la bestia...
Alla fine risulterò vincitore dei trecento metri. Con un punteggio di 113. Nulla di eclatante, ma se non altro ho mandato tutti e 16 i colpi dentro il bersaglio di 20 cm di raggio.
La gara ai cento metri ora comincia a entrare nel vivo.
Dopo svariate schiere di tiratori che comunque non si sono neanche avvicinati al mio precedente punteggio, adesso è la volta di Francesco La Gaetana e di Massimo La Rosa.
Questi due sparano bene,prendo il visore ed osservo la loro gara.
Stanno l'uno di fianco all'altro. Il primo con un Carl Gustavs comre il mio e l'altro con L'Enfield inglese della seconda guerra mondiale.
Tecnicamente le differenze fra i due fucili sono sostanziali. Il Gustavs ha un calibro, il 6,5 ed una costruzione fatta con materiali talmente eccelsi da essere considerato dagli esperti il miglior fucile della serie Mauser mai prodotti.A distanza di oltre 100 anni dalla sua adozione da parte della Svezia, resta uno dei fucili più pregiati in circolazione. In grado di dare moltissimo filo da torcere, in fatto di precisione a carabine ben più attuali.
L'Enfield è più figlio di necessità belliche, seppur anch'esso progettato e costruito su solide esperienze anglosassoni. Nel suo calibro, il 303 British, con una canna resa flottante e un sistema di mira a diottra nelle mani di un tiratore esperto resta comunque un arma dalla rispettabilissima precisione. Certo è che bisogna conoscerlo bene.
Mi metto con il visore a vedermi la loro partita, seduto da una parte come allo stadio.
Il match entra nel vivo e non mancano le emozioni. Tutti e due cominciano a sparare benissimo. Ma La Gaetana mostra subito più affiatamento con la sua arma. Infatti La Rosa, pur tirando un colpo vicino all'altro tiene una traiettoria finale un po troppo spostata a destra con il risultato di pescare parecchi 8.
Francesco invece tiene la rosata costante al centro del bersaglio e., ora un nove, ora un 10 si avvicina a un punteggio molto consistente. Alcuni 8 pescati con suo disappunto lo frenano a un totale complessivo finale di 139 punti.
Massimo La Rosa si ferma ad un buon 133.
Francesco La Gaetana passa quindi in testa ed è felice di questo e del fatto che in gara non era mai arrivato ad un punteggio così alto. In allenamento magari ,( ma questo un po' tutti) avrà fatto sicuramente di meglio. C'è una bella differenza a sparare senza l'ansia della competizione.
Personalmente il giorno prima, sabato cioè, provando l'arma ho tirato 10 colpi consecutivi che sono andati tutti dritti sul 10. Che ci vuole quindi a ripetere la stessa cosa il giorno dopo, in gara ?
Parti speranzoso e poi ti accorgi che, magari ora che il tuo turno la luce è ben diversa da quella con cui hai fatto l'exploit , la tensione ti fa rullare il cuore che lo senti nelle mani, ed il fucile ti sembra non voler mai stare fermo nello stesso modo.
Comunque, anche per il fatto che finalmente ora il cielo è sgombro di nubi e la luce è perfetta provo a fare un rientro con l'ultima sessione di tiro del mattino.
Mi piazzo sul banco e, visto che manca ancora un quarto d'ora all'inizio ne approffitto per ripulire la canna del mio fedele Gustavo.
Infilo la bacchetta con lo scovolo di setole bronzate e, dopo averci versato una abbondante quantità di petrolio bianco pulisco energicamente. Continuo l'operazione immettendo dalla camera di cartuccia mezzo bicchiere di petrolio fino a far defluire il tutto dalla volata posta in basso, che sta infilata dentro il collo di una bottiglia di raccolta.L'intenso colore nerastro del liquido raccolto nel fondo della bottiglia testimonia quanto si sporchi l'arma dopo solo qualche decina di colpi.
Riasciugo la canna per bene passando lo scovolo con un tampone di ovatta e,quindi siamo pronti.
Ora il barilotto nero del bersaglio lo vedo senzaltro ben definito e senza incertezze ben stagliato dalla punta del mirino. Trovo con facilità il mio riferimento che è tre dita sotto, in campo bianco.Praticamente dove stà il il 4 e il 5.
Tirando li, con l'alzo del fucile tarato a trecento metri il colpo andrà piu in alto, esattamente nella zona del 10.
Si può iniziare e cerco di non commettere grossolani errori. Con questa luce così intensa bisogna ora vedere come l'occhio interpreta le cose.
Il primo colpo è importante. Tiro e vado a vedere nel visore: un 9 alto.Devo correggere ma di poco. Tiro di nuovo ed ancora un 9 ma stavolta basso. Ho corretto troppo. Aspetto quasi un minuto ad otturatore aperto per far raffreddare la canna e riposare gli occhi e riprovo. Finalmente un 10, e subito dopo un altro dieci.
Sono sulla strada giusta.
Senza farmi prendere dalla fretta sparo un colpo dopo l'altro e le Lapua scenar da 139 grani fanno il loro lavoro andando ora sul nove, ora sul dieci, e mai oltre. Quando sono alla 14 cartuccia mi accorgo che la gara me la gioco con questi ultimi tre colpi.
Nel bersaglio ci sono già 4 dieci e 9 nove . Se faccio ancora almeno due nove ho eguagliato il 139 di Francesco La Gaetana, se pesco almeno un altro dieci, faccio 140, passo in testa alla gara ed eguaglio il record regionale appartenente a Cristiano Corona.
Faccio un respiro profondo e smetto di pensare a queste cose. Parte la quattordicesima fucilata . Il proiettile lascia la volata del mio Gustav M. 96 e alla velocità di oltre 750 metri al secondo reggiunge in meno di un decimo di secondo proprio quello che speravo , e cioe il centro del bersaglio, un dieci perfetto, quello che in gergo viene definita 'Mouche': l'ossessione di tutti i tiratori incalliti.
Ultimi due colpi. A meno che non commetta grossolani errori con entrambi, ora ho la gara in pugno. Uno posso anche scartarlo ormai, infatti ho già tutti nove e dieci.
Se con i due faccio anche solo un nove vado a 140, se prendo un dieci vado a 141.
parte la 15 palla. E' un nove, ed anche di quelli brutti, al limite dell'otto.
Mi stò deconcentrando.
Mentre infilo l'ultima cartuccia e chiudo dolcemente l'otturatore del Gustavs non posso non apprezzare la qualità di quest'arma la cui meccanica asseconda tutte le tue manovre senza incertezze e con una fluidità certosina.
Metto il mirino lì, per l'ultima volta. Dò tensione al grilletto. Prima sento la breve avancorsa di questo e poi trattenendo il respiro faccio partire l'ultimo colpo.
Vado a vedere : un altro dieci!!
Per primo in Sardegna ho raggiunto i 141/150 !!!
A gara finita i primi a complimentarsi con me dimostrando un grande spirito sportivo e goliardico sono stati proprio Francesco La Gaetana felicissimo comunque d'essere arrivato secondo con 139 punti e Cristiano Corona.
Il dinamico presidente del Sardinia Shooting Club di Sinnai a cui io stesso sono associato oggi era troppo impegnato nell'organizzazione non ha potuto difendere il suo primato. Ma, da buon 'giaguaro' si ripromette di farsi rispettare alla prossima gara.
Alla prossima... quindi...!!!





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